La cucina kaiseki
Durante un viaggio in Giappone, non si può non provare l’esperienza della cucina kaiseki.
Ma attenzione: per apprezzarla davvero, occorre essere preparati al fatto che si attraverseranno sapori e consistenze molto lontani da quelli a cui siamo abituati in Occidente.
Nonostante, infatti, la cucina kaiseki rappresenti una delle più alte forme d’arte della gastronomia giapponese, non è di immediato apprezzamento per i turisti occidentali, che possono ritrovarsi spiazzati di fronte a ciò che viene servito.
Quindi, quando sarete nel vostro ryokan — eh sì, è proprio nei ryokan in Giappone che è tradizione servire questo tipo di pasto, e noi l’abbiamo provato ad Hakone — e inizieranno ad arrivare le numerose portate previste dall’esperienza kaiseki, ricordate: mente aperta. Lasciatevi trasportare dall’esperienza che lo chef avrà pensato per voi.
La cucina kaiseki è una tradizione molto antica: nasce infatti nel XVI secolo, nelle cerchie d’élite legate al buddismo zen. In seguito, viene adottata dai ristoranti di alta cucina, che trasformano questa tradizione in un’autentica esperienza gastronomica.
Ma in cosa consiste esattamente?
In un susseguirsi di piccoli piatti, forme, colori e consistenze, il tutto presentato all’interno di una varietà di vasellami, che costituiscono una parte fondamentale dell’esperienza.
Una delle caratteristiche fondamentali di questo tipo di cucina, oltre alla presentazione estetica del piatto, è che deve necessariamente seguire il ritmo delle stagioni: le materie prime devono essere freschissime e lavorate con il massimo rispetto.
La preparazione delle pietanze richiede grandi competenze tecniche, meticolosità e precisione da parte dello chef, che cura ogni piatto fin nei minimi dettagli.
Del resto, il Menù è a piena discrezione dello chef, che lo personalizza come preferisce.
Ed è proprio questo, in fondo, il vero significato della cucina kaiseki: non semplicemente mangiare, ma vivere un’esperienza. Ogni portata racconta qualcosa del Giappone, dalla stagione agli ingredienti, dalla cura nella preparazione alla scelta del vasellame.
All’inizio alcuni sapori potranno sembrarvi insoliti, alcuni piatti difficili da decifrare e forse vi chiederete persino: “Ma questo… si mangia davvero?”. Poi, però, inizierete a cogliere la filosofia che si nasconde dietro ogni dettaglio.
Quindi, se vi capiterà di trovarvi davanti a un pasto kaiseki durante il vostro viaggio in Giappone, non cercate necessariamente qualcosa di familiare. Lasciatevi sorprendere. Perché anche questo è viaggiare: uscire dalla propria zona di comfort e scoprire che, a volte, i ricordi più belli nascono proprio dai sapori che non avremmo mai immaginato di provare.

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